Tutti quelli come me

Tutti quelli come me, che qualche decennio fa hanno potuto fare obiezione di coscienza al servizio militare, senza finire in galera, hanno un enorme debito di riconoscenza verso questo signore, che lui sì, qualche tempo prima, in galera ci andò.

Ci andò per difendere il diritto delle persone di non addestrarsi alla violenza e alle armi, di non obbedire ad un dovere che era considerato inevitabile e l’unico modo per servire il proprio Paese, quando invece anche chi non indossa una uniforme avrebbe potuto farlo con pari dignità, ad esempio con il Servizio Civile.

Grazie Pietro Pinna, scomparso oggi quattro anni fa, attivista della nonviolenza, primo obiettore di coscienza italiano per motivi politici.

 

Nonostante la colomba pasquale

Nonostante la colomba pasquale come la conosciamo noi sia un’invenzione commerciale del secolo scorso, esistono anche leggende che legano questo dolce ai Longobardi.

Una di queste narra che Alboino durante l’assedio di Pavia, che poi sarebbe diventata la capitale del regno longobardo, si vide offrire da una ragazza un dolce in quella forma, che gli piacque così tanto da risparmiare dalla morte tutti gli abitanti della città lombarda.

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Alla fine di gennaio 1959

Alla fine di gennaio del 1959, un gruppo di ragazzi e ragazze, la maggior parte studenti o laureati dell’Istituto Politecnico degli Urali, in Unione Sovietica, decise di fare una escursione per raggiungere il monte Otorten. Erano tutti molto esperti, avevano già partecipato a spedizioni analoghe, e il percorso, pur considerato difficile, non destava particolari preoccupazioni.

Il 27 gennaio i dieci alpinisti si misero in cammino. Uno di loro, a causa di una indisposizione, dovette tornare indietro; nove proseguirono.

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I morti

Una Fondazione che ha lo scopo di mantenere e raccontare le storie delle persone povere o sconosciute che in molte decine di anni sono state sepolte nelle fosse comuni di un’isoletta davanti a New York: Hart Island.

Da quando è iniziata questa pratica, almeno un miliione di persone sono state sepolte qui.

Chiunque conosca la storia di qualcuna di esse, può contribuire a raccontarla.

https://www.hartisland.net/

Se guardiamo il cielo

Se guardiamo il cielo, in questo periodo, vediamo pochissimi aerei. Il traffico è praticamente crollato, un po’ come quello delle automobili. A me è sempre piaciuto guardare il cielo, che siano uccelli, nuvole, stelle, pianeti, satelliti, aerei, qualsiasi cosa, sto spesso con il capo all’insù!

Pensando agli aerei, mi sono tornati in mente quei giorni di maggio del 1991, quando i giornali riportarono la notizia dell’avvenuta Operazione Salomone, una iniziativa degli israeliani per portare in patria gli ebrei etiopi che si trovavano in difficoltà nel loro paese d’origine, devastato dalla guerra civile.

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Quando tutto questo marasma sarà terminato

Quando tutto questo marasma sarà terminato, e si potrà uscire, io non vedo l’ora di entrare in una biblioteca. Vivo in un piccolo borgo tra boschi e campagna, dove anche rispettando i duecento metri di passeggiata, in un attimo si è solitari in mezzo al verde, e quindi quest’ultimo non mi è mancato in queste settimane, mentre le biblioteche sì, eccome.

Oggi le biblioteche non sono un luogo per studiosi occhialuti, si sono trasformate, offrono molti servizi, vi si possono leggere giornali, riviste di tutti i tipi, guardare film, prenderli in prestito, consultare libri di molti generi diversi, e incontrare persone, magari nei caffè che sempre più spesso – almeno nelle città più grandi – vi sono al loro interno.

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La lista della spesa

A casa, da quando era iniziata l’emergenza, ogni lunedì mattina si decideva sulla spesa.
«Oggi tocca a me!» mise subito in chiaro il figlio.
«Veramente tocca a me!» ribatté la figlia.
«Tu hai portato fuori il cane, stamani» replicò il primo.
«E’ vero, tocca a lui», disse il padre, che ne aveva abbastanza. E proseguì, con il foglio bianco sul tavolo e la penna in mano: «Arance, limoni, kiwi…».
«Metti anche la crema depilatoria», disse la madre.
«Colesterolo non ti temo!» esclamò il nonno felice, che forse aveva frainteso.

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Imiltrude fu la prima

Imiltrude fu la prima.
Non era di grande nobiltà, ma pare che con lei fosse proprio amore. Questo non impedì a Carlo, quando le esigenze di governo lo richiesero, di allontanarla. Non c’era stato un vero e proprio matrimonio, ma un legame allora in voga tra i Franchi, meno forte di un matrimonio, un vincolo che si poteva sciogliere senza problemi e per qualche storico infatti lei non è neppure considerata una moglie vera e propria.

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Se avete bisogno

Se avete bisogno di fare una chiaccherata al telefono, se soffrite di solitudine, se avete paura, se volete che vi racconti una storia o che ne ascolti una vostra, mandatemi un messaggio privato tramite la pagina dei contatti e magari quando posso vi chiamo, che problema c’è, ci si aiuta l’un con l’altro.